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Il cultus iniziale della st Anne in Constantinople è attestato dal fatto che nel mezzo del sesto secolo l'imperatore Justinian I ha dedicato uno shrine a lei. La devozione probabilmente è stata introdotta in Roma dal papa Constantine (708-715). Ci sono due rappresentazioni di ottavo-secolo della st Anne nei frescoes di S. Maria Antiqua; è accennata cospicuamente in una lista dei relics che appartengono a S. Angelo in Pescheria e sappiamo che il papa St Leo III (795-816) ha presentato un abito da cerimonia al maggiore della st Mary che è stato ricamato con l'annuncio e st Joachim e la st Anne. La prova storica per la presenza dei relics della st Anne ad adatto in Provenza ed a Duren in Renania è complessivamente untrustworthy. Ma benchè ci fosse pochissimo per suggerire tutto il cultus diffuso del san prima della metà del fourteenth secolo, questa devozione cento anni in seguito è diventato enormemente popolare ed era più tardi acrimoniously derided da Luther. Le cosiddette immagini del selbdritt (IE Jesus, Mary ed Anne- "lei stessa che fa un terzo") erano specialmente un oggetto dell'attacco. La prima dichiarazione papal sull'oggetto, incoraggiante il rispetto di una festività annuale, è stata indirizzata da Urban VI di 1382, su richiesta di, come il papa detto, degli istanti inglesi sicuri, ai bishops dell'Inghilterra da solo. È abbastanza possibile che è stata provocata dall'unione del re Richard 11 a Anne della Boemia durante quell'anno. La festività è stata estendere alla chiesa occidentale di tutto in i584.
Il Protevangelium di James, che compare sotto i vari nomi e nelle forme divergenti varie, può essere consultato convenientemente nella traduzione in inglese di B. H. Cowper, Apocryphal Gospels (1874), ma il testo qui in questione è chiamato da lui "il Gospel di Pseudo-Matthew"; questa traduzione è ristampata in N. T. Apocryphal Writings pratica (1903 ) del J. Orr. Il testo greco può essere consultato nel volume i dei apocryphes di Evangiles (1911), ed. H. Hemmer e P. Lejay; veda inoltre E. Amann, Le Protevangile de Jacques et i remaniements dei ses (1910). Il lavoro più completo che si occupa della st Anne e devozione a lei da ogni punto di vista è quello del franco B. Kleinschmidt, della Anna del dado hl (1930); ma veda inoltre H. M. Bannister nella Review storica inglese, 1903, pp 107-112; H. Leclercq in DAC., t. i, cc 2162-2174; e P. V. Charland, stanza Anne et culte del figlio (3 vols.). M. V. Ronan, St Anne: il suo cult ed il suo Shrines (1927) è piuttosto non critici. L'ortografia "Ann" era precedentemente più comune in Inghilterra che è oggi.
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