Storia della Bibbia

La Bibbia dei Settanta

Generalità

La Bibbia dei Settanta, comunemente indicata come LXX, è la più vecchia versione greca del Vecchio Testamento della Bibbia; il titolo "settanta" si riferisce alla tradizione secondo la quale questa era l’opera di 70 traduttori (o di 72 in alcune tradizioni). La traduzione fu fatta durante il periodo 275 - 100 a.c. dalla Bibbia ebraica e dagli ebrei ellenistici. ad Alessandria. Inizialmente La Bibbia dei Settanta fu ampiamente usata dagli ebrei di lingua greca, ma la sua adozione da parte dei cristiani, che la utilizzavano preferendola all'originale ebraico, suscitò l'ostilità fra gli ebrei, che smisero di servirsene all’incirca attorno al 70 d.C. Ancora è utilizzata dalla Chiesa Ortodossa Greca.

La Bibbia dei Settanta contiene i libri della Bibbia Ebraica, i Deuterocanonici - vale a dire quelli non nella versione ebraica ma accettati dalla Chiesa Cristiana - e gli Apocrifi. I manoscritti antichi di Qumran suggeriscono che La Bibbia dei Settanta spesso seguiva un testo ebreo differente da quello autorevole attuale. In questo modo il suo valore per la critica testuale si è intensificato. La Bibbia dei Settanta fornisce un’interpretazione degli scenari culturali ed intellettuali del giudaismo ellenistico.

Norman K. Gottwald

Bibliografia

C H Dodd, The Bible and the Greeks (1935); S Jellicoe, The LXX and Modern Studies (1968).

La Bibbia dei Settanta

Generalità

Bibbia dei Settanta è il nome dato all’antica traduzione greca del Vecchio Testamento ebraico. Il termine è derivato dalla parola latina Septuaginta ("settanta"; da cui la consueta abbreviazione LXX), che si riferisce ai 70 (o 72) traduttori che si credeva una volta essere stati nominati dall'alto sacerdote ebreo dell’epoca, per volere dell'imperatore ellenistico Tolomeo II, al fine di rendere in Greco la Bibbia Ebraica.

La leggenda dei 70 traduttori contiene un elemento di verità, dato che la Torah (i cinque libri di Mosé -da Genesi a Deuteronomio) probabilmente era stata tradotta in Greco, attorno al terzo secolo avanti Cristo, per rispondere alle esigenze di lingua greca degli ebrei fuoriusciti dalla Palestina i quali non erano più in grado di leggere le loro Scritture in lingua ebrea originale. La traduzione dei restanti libri del Vecchio Testamento ebraico, l’aggiunta ad esso di libri e di parti dei libri (gli Apocrifi) e la produzione finale del Vecchio Testamento in greco, come la Bibbia della prima chiesa cristiana, costituiscono una storia molto complicata. Poiché La Bibbia dei Settanta, più del testo ebraico, divenne la Bibbia della chiesa alle origini, vennero fatte verso il terzo secolo altre traduzioni ebree della Bibbia Ebraica già resa in greco; queste sono ancora esistenti soltanto in frammenti e la loro storia è ancora più oscura di quella della Bibbia dei Settanta.

Rev. Bruce Vawter

Vulgata

Generalità

La Vulgata (edizione in latino volgare, "edizione popolare") è l'edizione della Bibbia Latina che fu dichiarata autentica "dal Concilio di Trento. Il nome originariamente fu dato "all'edizione comune" della greca Bibbia dei Settanta usata dai primi Padri della chiesa. Successivamente fu assegnato alla vecchia versione in latino (Itala) sia del Vecchio che del Nuovo Testamento che venne largamente usata durante i primi secoli nella chiesa occidentale. L’attuale Vulgata prodotta è fondamentalmente opera di S. Gerolamo, un Dottore della Chiesa.

Inizialmente S.Gerolamo usò La Bibbia dei Settanta in greco per la sua traduzione del Vecchio Testamento, ivi incluse le parti degli Apocrifi; successivamente consultò i testi ebraici originali. Egli produsse tre versioni dei Salmi, chiamate Romano, Gallicano ed Ebreo. Il Libro dei Salmi Gallicano, basato su una trascrizione greca di un testo ebraico, ora è compreso all’interno della Vulgata. Su richiesta di Papa Damaso I, nel 382 Gerolamo precedentemente aveva intrapreso una revisione del Nuovo Testamento. Egli corresse completamente il Vangelo; è controverso se le leggere revisioni fatte sul resto del Nuovo Testamento siano sua opera.

Nei 12 secoli successivi, il testo della Vulgata fu tramandato con sempre minore accuratezza. Il Concilio di Trento (intorno al 1550) riconobbe l'esigenza di un testo latino autentico ed autorizzò una revisione delle inquinate edizioni già esistenti.

Questa revisione costituisce il testo latino di base ancora usato dagli studiosi. Nel 1977 ne venne in gran parte completata una moderna modifica, su richiesta di papa Paolo VI come conseguenza del Concilio Vaticano II. Questa è stata usata per comporre i nuovi testi liturgici in latino che erano di base per le liturgie vernacolari raccomandate dal Concilio.

Altre Versioni

Informazioni particolareggiate

Una Versione è una traduzione delle sacre Scritture. Questa parola non si trova nella Bibbia; tuttavia, poiché in questa trattazione vengono fatti frequenti riferimenti a varie versioni antiche così come a quelle moderne, sembra giusto fare un breve resoconto circa le più importanti di queste. Queste versioni sono aiuti importanti per una giusta interpretazione della parola divina. (vedi sotto l'articolo sul Pentateuco Samaritano)

Dopo il ritorno dalla Cattività, gli ebrei, non più abituati all'antica loro lingua, chiesero che le loro Scritture venissero tradotte per loro in lingua caldea o aramaica e venissero interpretate. Queste traduzioni e parafrasi furono dapprima orali, ma successivamente vennero ridotte a scrittura e in questo modo arrivarono a noi i targum, cioè, "versioni" o "traduzioni". I principali di questi sono:

Entrambi i targum furono pubblicati dalla scuola ebrea che allora era fiorente a Babilonia.

Le Versioni Greche

(1) La più vecchia di queste è La Bibbia dei Settanta, citata solitamente come LXX. L'origine di questa, la più importante di tutte le versioni, è avvolta in un grande mistero. Deriva il relativo nome dalla nozione popolare che settantadue traduttori vennero impiegati su di essa sotto la direzione di Tolomeo II Filadelfo, re d’Egitto e che venne compiuta in settantadue giorni, a beneficio degli ebrei che risiedevano in quel paese. Non vi è una certezza storica per questa nozione. Tuttavia è un fatto stabilito che questa versione fu fatta ad Alessandria, che venne cominciata verso il 280 a.C. e completata circa nel 200 o 150 a.C., che era il lavoro di un certo numero di traduttori che differivano notevolmente sia nella loro conoscenza dell’Ebreo che del Greco e infine che sin dai tempi più antichi portava il nome di "Bibbia dei Settanta", cioè, "i settanta."

Questa versione, con tutti i relativi difetti, è del massimo interesse:

(a) come conservazione dell’evidenza che il testo era molto più antico dei più vecchi manoscritti ebraici;

(b) come dimostrazione dei mezzi con cui la lingua greca era congiunta al pensiero ebraico;

(c) come fonte della maggioranza delle citazioni dal Vecchio Testamento da parte degli scrittori del Nuovo Testamento.

(2) Aquila, chiamato Aquila di Ponto (attivo nel 130 d.C.), tradusse il Vecchio Testamento in Greco. Nacque a Sinope nel Ponto (ora Sinop in Turchia). La sua traduzione dal Vecchio Testamento era così letterale che gli ebrei del suo tempo lo preferirono alla versione della Bibbia dei Settanta, così come anche la setta degli ebrei-cristiani chiamati Ebioniti. I frammenti restanti della versione possono essere trovati nell’Esapla del teologo Origene d’Alessandria.

(3) i Manoscritti del Nuovo Testamento ricadono in due suddivisioni,

Il cambiamento fra i due generi di scrittura del Greco avvenne circa verso il decimo secolo.

Soltanto cinque manoscritti del Nuovo Testamento che si avvicinano alla totalità sono più antichi di questa data di divisione:

E’ chiamato anche Codice Alessandrino. Contiene quasi l'intera Bibbia.

Le Versioni Siriache

tutt’oggi ne esistono due copie.

esistono più di 350 copie di esso.

sotto).

Le Versioni Latine

Una versione latina delle Scritture, chiamata "il Latino antico" che proveniva dall’Africa del nord, era d'uso comune nel periodo di Tertulliano (150 d.C). Di questo sembrano essere state fatte varie copie o recensioni. Al giorno d’oggi ne esistono circa 50 copie. Non si conosce la data di quelle copie.

Una versione latina fatta in Italia e chiamata Itala, fu ritenuta la più accurata. Questa traduzione del Vecchio Testamento sembra essere stata fatta non dall’Ebreo originale ma dalla LXX. Questa versione venne notevolmente corrotta da ripetute trascrizioni e per rimediare al danno, Gerolamo (329-420 d.C.) fu invitato da Damaso, il Vescovo di Roma, ad intraprenderne una revisione completa. Gerolamo completò l'operazione attorno all’anno 384 d.C. Questa incontrò inizialmente opposizione, ma alla lunga, nel settimo secolo, venne riconosciuta come la versione "Vulgata". La parola vulgata significa comune o popolare. Al giorno d’oggi esistono più di 10.000 copie del manoscritto della Vulgata.

La Bibbia Vulgata apparve in forma stampata circa nel 1455 d.C., come il primo libro mai uscito fuori dalla stampa tipografica. Il Concilio di Trento (1546) la dichiarò "autentica." Successivamente subì varie revisioni, ma quella che fu eseguita (1592) con l’approvazione di papa Clemente VIII venne adottata come base di tutte le edizioni successive. Questa è considerata come l'originale sacro nella chiesa cattolica romana.

Tutte le versioni europee moderne sono state più o meno influenzate dalla Vulgata. Questa versione recita l’ipsa anziché ipse in Gen. 3:15, "essa ti schiaccerà la testa".

Altre Versioni Latine

Altre Versioni

Ci sono numerose altre versioni antiche che sono di particolare importanza per i critici biblici, ma che non abbiamo bisogno di commentare in modo particolare, come:

oggi. Alcuni studiosi dicono sia del sesto secolo.

rimangono soltanto frammenti del Vecchio Testamento; oggi ne esistono circa 6 testi parziali.

Greca.

Le Versioni Inglesi

La storia delle versioni inglesi comincia correttamente con Wyckliffe (intorno all’anno 1384 d.C.). Ma molto prima intorno al 650 d.C., Caedmon scrisse molti dei passaggi centrali della Bibbia sotto forma di Poemi Sassoni. Intorno al 700 d.C., due vescovi, Eadhelm ed Egbert fecero traduzioni sassoni piuttosto grezze dei Salmi e dei Vangeli.

Parti delle Scritture furono rese in Sassone (come il Vangelo secondo Giovanni, da Bede, 735 d.C.), (di molto migliore qualità) ed anche in Inglese (da Orme, chiamata l’"Ormulum" una parte dei Vangeli e degli Atti sotto forma d'una parafrasi metrica, verso la fine del settimo secolo), molto prima di Wyckliffe; ma è a lui che appartiene l’onore di aver per primo reso l’intera Bibbia in Inglese (1384 d.C.). Questa traduzione fu fatta dalla Vulgata e rende Gen. 3:15, secondo quella versione, come "essa ti schiaccerà la testa".

Questa versione era molto pomposa e meccanica nello stile. è probabile che ne vennero fatte soltanto un centinaio di copie, perché la stampa tipografica ancora non era stata inventata. Ogni copia veniva laboriosamente e meticolosamente copiata a mano. Ci sono attualmente ancora centosettanta copie esistenti.

Nel 1454, Giovanni Gutenberg sviluppò la stampa tipografica a caratteri mobili. Ciò permise che tutte le successive versioni della Bibbia fossero stampate in quantità molto più grandi. Non sembra una coincidenza che Martin Lutero e la Rivoluzione Protestante cominciarono subito dopo (1517), giacché un numero molto più grande di studiosi ora aveva facilmente accesso ai testi biblici.

Questa fu seguita dalla traduzione del Tyndale (1525-1531) (questa traduzione si basava sul’originale Greco del Nuovo Testamento e fu tradotta in inglese libero idiomatico; quando fu prodotto il KJAV quasi un secolo più tardi (1611), un terzo di esso manteneva le espressioni del Tyndale ed il resto manteneva la sua struttura letteraria generale); quella di Miles Coverdale (1535-1553); e di Thomas Matthew (1537), in realtà, tuttavia, opera di John Rogers, il primo martire sotto il regno della regina Maria. Questa fu propriamente la prima versione autorizzata poiché Enrico VIII aveva ordinato che ve ne fosse una copia in ogni chiesa.

Questo avvenne in meno di un anno dopo che Tyndale fu martirizzato per il crimine di aver tradotte le Scritture. Nel 1539 Richard Taverner pubblicò un'edizione riveduta della Bibbia di Matteo.

La cosiddetta Grande Bibbia, per via del formato grande, chiamata anche la Bibbia del Cranmer, venne pubblicata nel 1539 e nel 1568.

Nel senso più stretto, la Grande Bibbia è "l'unica versione autorizzata; perchè la Bibbia dei vescovi e la bibbia attuale [la Versione Autorizzata] non ebbe mai la ratifica formale da parte dell’autorità reale." Dopo nell'ordine vi era la Versione di Ginevra (1557-1560) (la prima versione che riconosceva la divisione del testo in versi); la Bibbia dei Vescovi (1568); le Versioni di Douai e di Reims, sotto gli auspici cattolici (1582, 1609) (tuttora la Bibbia cattolica ufficiale); la Versione Autorizzata (1611) (la versione largamente più diffusa, chiamata anche Versione Autorizzata da Re Giacomo[ KJAV]; opera di quarantacinque studiosi di Oxford, Cambridge e Westminster, di cui un certo numero di revisioni vennero presto fatte, nel 1613, 1629, 1638, 1762 e 1769); e la Versione Modificata del Nuovo Testamento nel 1880 e del Vecchio Testamento nel 1884. I due testi vennero uniti e chiamati La Versione Inglese Modificata (1885).

(Easton Illustrated Dictionary)

Più recenti versioni popolari inglesi

Generalità

La Versione Ufficiale Americana (1901, 1946, 1957); la Sacra Bibbia; la Versione Ufficiale Modificata (1946 [ NT ], 1952 [ VT ], 1971); la Bibbia vivente (1971); la Nuova Versione Internazionale (NIV) (1973, 1978, 1984); la Versione Inglese semplice (1978, 1980); la Nuova Versione di Re Giacomo (1982); e la Piccola Bibbia (1988), hanno tutte ricevuto una vasta accoglienza da vari gruppi e confessioni cristiani.

E ancora:

La Traduzione letterale della Sacra Bibbia (la prima, 1887, ristampata 1953); Il Nuovo Testamento del Ventesimo Secolo (1901); Il Nuovo Testamento Storico (Moffatt, 1901); Il Nuovo Testamento in lingua moderna (Weymouth, 1903); la Sacra Bibbia - Un'Edizione Migliorata (Amer. Baptist Publication Society, 1913); La Bibbia - Una Nuova Traduzione (Moffatt, 1922); Il Nuovo Testamento, una traduzione Americana (Goodspeed, 1923); Bibbia, una traduzione americana (Goodspeed, 1931); Il Nuovo Testamento (Williams, 1937); Lettere alle giovani chiese (Phillips, 1948) (parafrasi delle Epistole del Nuovo Testamento); I Vangeli (Phillips, 1953) (parafrasi popolari tra i giovani); La versione di Berkeley della Bibbia (Verkuyl, 1959),

hanno popolarità per vari motivi, solitamente il lessico comune o la traduzione estremamente attenta.

Pentateuco Samaritano

Informazioni particolareggiate

Al ritorno dall’esilio, gli Ebrei a Gerusalemme rifiutarono la partecipazione dei Samaritani con loro nel culto, separarono questi ultimi da ogni comunanza con loro e costruirono un tempio per sé stessi sul monte Gerizim. Questo tempio era stato raso al suolo più di cento anni prima di Cristo. Fu quindi istituito un sistema di culto simile a quello del tempio a Gerusalemme. Questo era fondato sulla Legge, copie delle quali erano state moltiplicate in Israele così come in Giuda.

In questo modo il Pentateuco fu conservato fra i Samaritani, anche se non lo chiamarono mai con questo nome, ma sempre :quot;La Legge" che essi leggevano come un libro. La divisione in cinque libri, così come ora la abbiamo, è stata tuttavia adottata dai Samaritani per motivo di convenienza, come se lo fosse stata dagli Ebrei, in tutte le loro copie dei sacerdoti "della Legge". Questa fu l'unica parte del Vecchio Testamento che venne accettato dai Samaritani come proveniente da autorità divina.

La forma delle lettere nelle copie del manoscritto del Pentateuco Samaritano è differente da quella delle copie ebraiche ed è probabilmente la stessa di quella che era in uso generale prima della Cattività. Ci sono altre caratteristiche nella scrittura che non è necessario qui specificare. Nelle letture di molte frasi ci sono differenze importanti fra l'Ebreo e le copie del Pentateuco Samaritano.

Su circa duemila casi in cui il Samaritano ed i testi ebrei differiscono, la LXX coincide con il P.S. Il Nuovo Testamento anche quando cita il Vecchio Testamento, si accorda, in generale, con il testo Samaritano, laddove questo differisce dalla versione Ebrea. Così Ex. 12:40 nel Samaritano si legge: "Ora il soggiorno dei figli d’Israele e dei loro padri che avevano abitato nella terra di Canaan e nell'Egitto fu di quattrocentotrenta anni" (confr. Gal. 3: 17). Si può notare che la LXX si legge come questo testo.

(Easton Illustrated Dictionary)

Codice Sinaitico

Informazioni particolareggiate

Il Codice Sinaitico, indicato solitamente dalla prima lettera dell'alfabeto ebraico, è uno dei più importanti degli antichi manoscritti del Nuovo Testamento greco. Venne scoperto dal Dott. Tischendorf nel 1859 in occasione di una terza visita al convento di S. Caterina sul monte Sinai. In una visita precedente, nel 1844, egli aveva trovato quarantatré fogli di pergamena dei LXX, che aveva depositato nella biblioteca dell'università di Lipsia, sotto il titolo di Codex Frederico-Augustanus, secondo il suo patrono reale, il re di Sassonia. Durante l'anno citato (1859) l'imperatore di Russia lo mandò a proseguire le sue ricerche dei manoscritti, convinto che dovessero trovarsi nel convento del Sinai.

La storia del suo ritrovamento del manoscritto del Nuovo Testamento ha tutta l’autorità di un romanzo. Egli raggiunse il convento il 31 gennaio; ma le sue ricerche sembravano infruttuose. Il 4 febbraio aveva deciso di ritornare a casa senza aver ottenuto il suo scopo. "quel giorno mentre camminava con il priore del convento, parlò con molto rammarico del suo insuccesso. Ritornando dalla loro passeggiata, Tischendorf accompagnò il monaco nella sua stanza e lì gli fu mostrata quella che il suo confratello chiamava una copia dei LXX, che lui, l’evanescente fratello possedeva. Il manoscritto era avvolto in un pezzo di vestito e quando venne srotolato, con sorpresa e piacere del critico si presentò il documento stesso che egli aveva perso ogni speranza di vedere.

Il suo scopo era stato quello di completare i frammentari LXX del 1844, che aveva dichiarato essere i più antichi di tutti i codici greci su pergamena esistenti; ma egli trovò non soltanto quello ma una copia del Nuovo Testamento Greco allegata, della stessa epoca e perfettamente completa, non mancando neanche una singola pagina o paragrafo." Dopo alcune trattative egli ottenne il possesso del prezioso frammento e lo cedette all'imperatore Alessandro, che ne comprese in pieno l’importanza e decise di pubblicarne per quanto possibile un facsimile, in modo da mostrare correttamente l’antica scrittura a mano.

L'intero codice consiste di 346 fogli e mezzo. Di questi, 199 appartengono al Vecchio Testamento e 147 e mezzo al Nuovo, con due documenti antichi chiamati la Lettera di Barnaba e Il Pastore di Hermas. I libri del Nuovo Testamento erano così: I quattro Vangeli, Le Lettere di Paolo, gli Atti degli Apostoli, le Lettere Cattoliche, l’Apocalisse di Giovanni.

Tischendorf segnalò che questo codice era stato scritto nel quarto secolo ed è pertanto di circa la stessa epoca del Codice Vaticano; ma mentre quest’ultimo manca della maggior parte di Matteo e inoltre di vari fogli qua e là, il Sinaitico è l'unica copia completa del Nuovo Testamento in caratteri onciali. Pertanto è la più vecchia copia esistente del manoscritto del Nuovo Testamento. Sia il Vaticano che i Codici del Sinai probabilmente furono scritti in Egitto. (vedi l'articolo sul Vaticano, sotto)

(Easton Illustrated Dictionary)

Siriaco

Informazioni particolareggiate

Siriaco (2 Re 18:26; Ezra 4:7; Dan. 2:4), più correttamente reso "aramaico" , includendo sia il Siriaco che le lingue caldee. Nel Nuovo Testamento ci sono parecchie parole Siriache, quali "Eloi, Eloi, lama sabachthani?"(Marco 15:34; Matteo 27:46 - ispira l’epressione ebrea, "Eli, il Eli"), "Raca"(Matteo 5:22),

"Ephphatha " (Marco 7:34), " Maran-atha " (1 Cor. 16:22).

Una versione siriaca del Vecchio Testamento, contenente tutti i libri canonici, con alcuni libri apocrifi (chiamati la Pescitta, cioè, traduzione semplice e non una parafrasi), fu primitivamente fatta nel secondo secolo ed è quindi la prima traduzione cristiana del Vecchio Testamento. Questa venne fatta direttamente dall'originale e non dalla versione dei LXX. Il Nuovo Testamento fu tradotto anche dal Greco in Siriaco all’incirca nella stessa epoca. E’ degno di nota che questa versione non contiene la seconda e terza Lettera di Giovanni, due di Pietro e Giuda e l’Apocalisse. Queste, tuttavia, furono successivamente tradotte e sistemate all’interno della versione. (vedi l'articolo sulla versione, sopra)

Codice Vaticano

Informazioni particolareggiate

Si dice che il Codice Vaticano sia il più vecchio manoscritto esistente in pergamena. Questo ed il Codice Sinaitico sono i due più vecchi manoscritti onciali. Probabilmente furono scritti nel quarto secolo. Il Vaticano fu sistemato nella Biblioteca Vaticana a Roma da Papa Nicola V nel 1448, e la relativa storia che lo accompagnava è sconosciuta.

Originalmente consisteva con tutta probabilità in una copia completa della Bibbia dei Settanta e del Nuovo Testamento. Attualmente è incompleto e consiste in 759 sottili, fragili fogli, di cui il Nuovo Testamento ne rappresenta 142. Come il Sinaitico, è il più grande strumento per gli studiosi biblici nell'aiutare alla formazione di un testo corretto del Nuovo Testamento. E’ riferito dai critici come Codice B.

(Easton Illustrated Dictionary)

Il Primo Canone del Nuovo Testamento

La seguente tabella indica quale libri del Nuovo Testamento furono inclusi in un certo numero di prime versioni, compresi alcuni dei manoscritti discussi sopra. Vedere la legenda in basso per le descrizioni di quello che le lettere indicano.

. Marzo
cion
c.140
Aeus
di Iren-
130-202
Vecchio
Latino
150-70
Murat-
orian
c.170
Tertull
.
150-220
Vecchio
Syriac
200
Origen
.
185-254
Lytus
di Hippo-
200-25
Bius
di Euse-
325-40
Codice
Vatic
325-50
Codice
Sinai
325-425
Athan
asius
367
Amphi
locius
380
Itta
di Pesh-
375-400
Cart-
hage3
c.397
Codice
Alex
425-75
Matthew o i i i i i i i i i i i i i i i
Contrassegno o i i i i i i i i i i i i i i i
Luke i i i i i i i i i i i i i i i i
John o i i i i i i i i i i i i i i i
Si comporta o i i i i i i i i i i i i i i i

Romans i i i i i i i i i i i i i i i i
1 cuore i i i i i i i i i i i i i i i i
cuore 2 i i i i i i i i i i i i i i i i
Galat i i i i i i i i i i i i i i i i
Ephes i i i i i i i i i i i i i i i i
Philip i i i i i i i i i i i i i i i i
Coloss i i i i i i i i i i i i i i i i
1 Thess i i i i i i i i i i i i i i i i
2 Thess i i i i i i i i i i i i i i i i
1 Tim o i i i i i i i i m. i i i i i i
2 Tim o i i i i i i i i m. i i i i i i
Titus o i i i i i i i i m. i i i i i i
Philem i i i i i i i o i i i i o i i i

Ebraico o o o o o i d o i i i i o i i i
James o o o o o i d o d m. i i o i i i
1Peter o i o o i i i i i m. i i o i i i
2Peter o o o o o o o o d m. i i i o i i
1John o i i i i i o o i m. i i i i i i
2John o i i i o o d o d m. i i i o i i
3John o o i o o o d o d m. i i i o i i
Giuda o o i i i o d o d m. i i i o i i
Revel o i i i i o i i i m. i i i o i i

Hermas o i o o o o i o r m. i o o o o o
Barnabas o o o o o o i o r m. i o o o o o
Didache o o o o o o i o r m. o o o o o o
ApocPet o o o i o o o o o m. o o o o o o
Çlement o o o o o o o o o m. o o o o o i
2Çlement o o o o o o o o o m. o o o o o i

i=included / incluso(Canonicità definitivamente accettata)
o=omitted / omesso (Canonicità contestata o negata)
m=missing / perso (il Codice omette le Pastorali e finisce con Heb. 9:13)
d=disputed/ discusso (Canonicità definita dubbia)
r=rejected/ scartato (Canonicità specificamente negata)

Note:

Marcione
Marcione era un eretico di Roma. Egli credeva che la Chiesa dovesse eliminare tutti i riferimenti del Vecchio Testamento al Dio-Creatore. Di conseguenza, propose di respingere l'intero Vecchio Testamento così come qualsiasi cosa nel Nuovo Testamento gli sembrasse contaminata dal giudaismo. Per questo eliminò tutto tranne una versione stampata di Luca (scritta dal Gentile Luca) e dieci delle Epistole Paoline. La lista di Marcione non era allora ufficialmente la posizione della Chiesa, ma una variante intenzionale da essa. In realtà i suoi sforzi miravano ad ispirare l’ortodossia ecclesiastica ad accelerare la propria istituzione del vero Canone del Nuovo Testamento.
Frammento di Muratori
Il Cardinal Muratori per primo pubblicò (nel 1740) una lista basata su un documento che aveva studiato e che proveniva dai dintorni di Roma. L'inizio del documento originale è mutilato, ma con ogni evidenza includeva Matteo e Marco poiché si riferisce a Luca come al terzo Vangelo. Includeva l’Apocalisse di Pietro (un libro che più tardi venne dichiarato essere non Canonico) e accenna al Pastore di Hermas come degno di essere letto in chiesa ma non di essere incluso fra le scritture profetiche o apostoliche.
Il Vangelo
Sembra che i quattro Vangeli siano stati uniti molto presto, probabilmente dopo la scrittura del Vangelo secondo Giovanni. La quadruplice collezione originalmente era conosciuta come "Il Vangelo" (singolare) e così sembra essere dove fu deciso "secondo il sistema corrente". Questa raccolta prese il nome dalla parola greca Evangelion.
Taziano
Attorno al 170 d.C. un assiro-cristiano (a quanto pare a Roma) chiamato Taziano mise insieme il quadruplice Vangelo in un racconto, "Armonia narrativa dei Vangeli". Questa era la forma favorita dei Vangeli nella chiesa assira ed era allora abbastanza distinta dai quattro Vangeli della vecchia versione Siriaca ugualmente esistente a quel tempo. L'Armonia di Taziano è conosciuta solitamente come il Diatessaron e si pensa che il suo linguaggio originale probabilmente era greco, ma successivamente reso in forma Siriaca dagli assiro-cristiani.
Luca
Quando i quattro Vangeli furono raccolti insieme in un’opera combinata, i due contributi di Luca (Luca e gli Atti) vennero in questo modo separati. Sembra che così furono introdotte leggere modifiche al testo nella parte finale di Luca e all'inizio degli Atti (Luca 24:51 e Atti 1:2). Alcuni studiosi si sono occupati di apparenti contraddizioni esistenti in questi due libri per quanto riguarda l'Ascensione, di cui quest'aggiustamento sarebbe stato responsabile.
Corpus Paulinum
All’incirca nella stessa epoca in cui fu raccolto insieme il quadruplice Vangelo, venne riunito il gruppo delle scritture di Paolo. Fu indicato con la parola greca Apostolos. Inizialmente detta raccolta includeva solo "Le Lettere a…" ma Ebrei e Atti vennero presto messi insieme a questa.
Origene
Origene citava un certo numero di Libri oggetto di discussione da parte di alcuni: Ebrei, Pietro 2, Giovanni 2, Giovanni 3, Giacomo, Giuda, l’Epistola di Barnaba, Il pastore di Hermas, la Didache e il "Vangelo secondo gli Ebrei". (quest’ultimo somigliava notevolmente a Matteo ed esisteva all’interno di una setta chiamata Ebioniti in Egitto e Transgiordania. Gerolamo più tardi lo identificò nel "Vangelo del Nazareno"). Non è chiaro se a tale proposito Gerolamo fu corretto.
Attanasio
Nel 367 d.C. Attanasio sembra essere stato il primo a stabilire il particolare Canone del Nuovo Testamento in 27 libri che venne largamente accettato e che tutt’oggi seguiamo.
Chiesa Orientale
Avvenne intorno al 508 d.C. che Pietro 2, Giovanni 2, Giovanni 3, Giuda e la Rivelazione furono inclusi in una versione della Bibbia Siriaca, aggiungendosi agli iniziali 22, per poi corrispondere agli stessi 27 libri del Canone del Nuovo Testamento occidentale.
Ippona (393) e Cartagine (397)
Questi furono i primi due Concili ecclesiastici tenuti appositamente per classificare i Libri Canonici. Entrambi avvennero in Africa del nord. Non imposero alcuna "nuova" lista ai Cristiani ma piuttosto codificarono il Canone già generalmente ammesso.


Inoltre, veda:
Bibbia



The above translation was generously provided by Guido Marchionni

This presentation in the original English language


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